Il denaro ha un costo e in Svizzera è di 40 cent per banconota

Anche il denaro è un prodotto e, come tale, ha dei costi di produzione e di smaltimento. In poche parole la creazione di banconote e la loro distruzione costa, con un certo peso anche sull’ambiente in cui viviamo.

Sì, perché una volta che il denaro contante cartaceo ha terminato il proprio ciclo di vita, viene ridotto in piccoli pezzi e poi bruciato in un inceneritore pubblico.

Queste interessantissime informazioni arrivano direttamento dalla Banca Nazionale Svizzera (BNS), che in modo molto trasparente parla del ciclo di vita di ogni banconota della Federazione, snocciolando anche delle statistiche relative ai vari tagli e al numero di biglietti in circolazione.

Ma andiamo con ordine.

Le banconote seguono diversi stadi produttivi prima di essere messe in circolazione. Ci sono stringenti requisiti considerati in fase di progettazione: dalla loro “maneggevolezza” alla sicurezza, dalle esigenze estetiche alle dimensioni fisiche.

Successivamente si passa alla produzione, che porta poi alla banconota come prodotto finito. In questa fase si lavora su uno speciale materiale, un substrato a tre strati chiamato Durasafe, prodotto dalla ditta Landqar: si tratta di uno speciale mix di carta e polimero (pellicola plastica), che conferisce al biglietto quel feeling cartaceo con la resistenza della plastica, appunto.
Successivamente si passa alla fase che coinvolge gli inchiostri di sicurezza, coi loro requisiti di durata e anticontraffazione, fino alla stampa che si articola in 7 fasi più una di applicazione e una di microperforazione.

Infine, un controllo qualità stabilisce se la nuova serie di banconote è pronta per l’emissione.

E il costo di tutto questo lavoro? In media, rivela sempre la BNS, siamo sui 40 centesimi di franco per banconota.

Ma non è tutto: i biglietti hanno anche un peso sull’ambiente. L’ecobilancio della BNS (in inglese), attualmente aggiornato all’ottava serie di banconote, dice che “non sono particolarmente critiche per l’ambiente”. Tuttavia, il ciclo di vita della moneta cartaceo rappresenta ben due terzi dell’intero impatto ambientale della BNS. Perché? I motivi sono imputabili per lo più alla grande quantità di banconote da sostituire, più la grande mole di energia necessaria per lo stoccaggio e il trattamento dei biglietti da distruggere.

Ma quanta moneta cartacea circola, dunque? Ce lo dice ancora la BNS, che nel 2019 stima oltre 488 milioni di biglietti totali in circolazione.

fonte: snb.ch

Di queste banconote, l’elevata quota dei tagli più elevati indica che sono spesso usati per il pagamento, ma anche come riserva di valore.

I numeri sono comunque molto elevati e la circolazione di biglietti è sempre stata in ascesa dal 1907 a oggi.

 fonte: snb.ch

Il denaro fisico, dunque, costa e ha un certo peso “indiretto” sull’ambiente. Ecco perché i pagamenti elettronici sarebbero da preferire, rispetto a quelli con valuta contante: si risparmia carta e non si mettono in circolazione biglietti che prima o poi dovranno essere ritirati. Su CambiaValute.ch i tuo CHF vengono cambiati in EUR e viceversa senza sprecare materiali fisici e senza produrre inquinamento ambientale da smaltimento.

Insomma, le operazioni cashless sono anche più green (anche se non a impatto zero, perché è giusto notare come l’infrastruttura web consumi un certo ammontare di energia).

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