BNS, no al fondo sovrano proposto da alcuni economisti

La Banca Nazionale Svizzera (BNS) ha accumulato negli ultimi 10 anni un “tesoretto” di circa 1000 miliardi di franchi in valuta estera, frutto delle scelte monetarie dell’istituto per evitare un eccessivo rafforzamento della moneta elvetica, e degli economisti hanno avuto un’idea su come sfruttarlo: istituire un fondo sovrano.

Con tale fondo, argomentano gli esperti, si potranno sostenere gli interessi dell’economia nazionale e della popolazione svizzera, invece che solo investire il surplus in azioni. Secondo gli economisti – e i primi sostenitori dell’idea portata in parlamento nel 2017 – utilizzando i fondi in modo trasparente e da una governance separata dalla BNS. L’istituto nazionale, infatti, ha una politica che si focalizza sulla liquidità a scapito dei rendimenti.

Per questo, il documento di circa 20 pagine sottoscritto da Yvan Lengwiler (professore dell’università di Basilea, ex consulente della BNS e membro dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari/Finma), Charles Wyplosz (professore di Economia internazionale presso il Graduate Institute di Ginevra, Svizzera) e Stefan Gerlach, (Capo Economista della banca privata EFG ed ex vicegovernatore della banca centrale irlandese) parla di un utilizzo di quell’immensa quantità di denaro che vada più direttamente a favore di Cantoni e del popolo svizzero nella sua interezza.

Fondo Sovrano svizzero: i dati
credit: snb-observatory.ch

Secondo la proposta, che si può leggere sul sito snb-observatory.ch, questo Sovereign Wealth Fund (SWF) svizzero potrebbe portare notevoli miglioramenti all’intera Confederazione. Non senza qualche rischio, però, che dovrebbe venire evitato da una rigida serie di regole imposte al fondo.

Innanzitutto, gli asset del fondo dovrebbero restare solo in valuta estera e non gli dovrebbe essere permesso di utilizzare i derivati per coprire il rischio di valuta. In questo modo, l’SWF non andrebbe ad intralciare l’operato della BNS, pur rimanendo un organo pubblico e indipendente.

La sua gestione sarebbe affidata a un team di esperti tramite mandato trasparente sottoscritto da governo e parlamento e il pool di professionisti avrebbe come unico obbiettivo quello di ottenere il miglior rendimento possibile per la Svizzera, rispettando una serie di restrizioni in fatto di rischi, settori d’investimento e strategia.

Fondo sovrano svizzero caratteristiche
credit: snb-observatory.ch

L’istituzione di questo fondo sovrano sgraverebbe la BNS delle sue attività in valuta estera, anche se l’SWF andrebbe ad emettere obbligazioni in CHF proprio per la Banca Nazionale.

I tre economisti sapevano che l’idea non avrebbe incontrato il favore della BNS e a dar voce a questa opposizione è stato proprio il presidente della Banca Nazionale, Thomas Jordan.

Intervistato in occasione della consueta analisi trimestrale della situazione economica e monetaria, il presidente della BNS ha chiaramente dichiarato: “Non penso sia una buona idea”. Inoltre il fondo sarebbe “altamente problematico” e impone l’analisi di  “una serie di importanti questioni legali e istituzionali”.
Infine, Jordan ha ricordato che “prelevare attivi dalla BNS non è assolutamente permesso”.

Citando i tre economisti firmatari della proposta, poi, il presidente della BNS ha ricorda che il fondo sovrano norvegese – menzionato come esempio virtuoso – si occupa di reinvestire i proventi della vendita di petrolio, mentre gli asset della Banca Nazionale Svizzera sono il frutto della sua politica monetaria.

Insomma, Jordan è stato piuttosto chiaro e le sorti del fondo sovrano svizzero non sembrano portate alla sua istituzione. Tuttavia, il dibattito è ancora aperto.