La Banca nazionale svizzera (BNS) ha cercato di difendere la Confederazione elvetica dall’assedio dell’inflazione. Nonostante in Svizzera il tasso di crescita dei prezzi al consumo sia sensibilmente inferiore rispetto a quello degli altri paesi del Vecchio continente, la Banca nazionale svizzera si è mossa nel corso del 2022 riportando in positivo i tassi di interesse a livello centrale. Non accadeva dal gennaio del 2015. È accaduto in settembre, dopo che in giugno l’istituto centrale aveva ritoccato al rialzo i tassi per la prima volta da quindici anni.
Tenere gli elevati tassi di inflazione al di fuori dei confini nazionali sarà l’obiettivo della BNS anche per il 2023, senza che ciò vada a mettere in crisi le esportazioni a causa di una rivalutazione troppo forte del franco svizzero. Nell’economia Svizzera gli scambi commerciali con l’estero hanno infatti un peso elevato. Secondo i dati statistici del 2020, le importazioni superano in valore il 50% del Pil (53% nel 2020).
Lo scenario base della BNS
Nell’ultimo esame trimestrale della situazione economica e monetaria rilasciato il 15 dicembre 2022, la SNB ha ribadito l’intenzione di utilizzare ancora le due leve di controllo del mercato monetario: tassi di interesse e interventi sul mercato valutario. “La Banca nazionale – recita il documento – inasprisce ulteriormente la politica monetaria e innalza il tasso guida BNS di 0,5 punti percentuali, all’1,0%. In tal modo contrasta l’accentuata pressione inflazionistica e l’ulteriore diffusione dei rincari. Non è da escludere che si rendano necessari nuovi rialzi del tasso di interesse per garantire la stabilità dei prezzi a medio termine. Al fine di assicurare condizioni monetarie adeguate, la Banca nazionale afferma anche la sua disponibilità ad agire all’occorrenza sul mercato dei cambi”.
La base per la decisione della BNS sono stati i dati sull’inflazione che nel 2022 si è attestata al +2,8% annuo, il massimo degli ultimi trent’anni in Svizzera. Nel corso dell’anno si è registrato un costante incremento dall’1,6% iniziale del mese di gennaio fino al picco del 3,5% a/a in agosto. Dopo agosto i prezzi al consumo hanno iniziato a scendere fino al 3% dei mesi di ottobre e novembre e al 2,8% finale. Nonostante la discesa la Banca nazionale svizzera mantiene alta la guardia anche in considerazione dello scenario nei paesi confinanti. A dicembre l’inflazione si è attestata a +8,6% in Germania, +11,6% in Italia, +5,9% in Francia, +10,2% in Austria. “A determinare la correzione al rialzo (dei prezzi al consumo ndr.) nel medio termine, nonostante l’innalzamento del tasso guida BNS, sono le più forti pressioni inflazionistiche provenienti dall’estero e il propagarsi dei rincari a diverse categorie di beni e servizi nell’indice dei prezzi al consumo” recita il documento ufficiale della Banca… L’inflazione si muove ancora nettamente al di sopra dell’area che la Banca nazionale assimila alla stabilità dei prezzi, e a breve termine rimarrà probabilmente accentuata”. La Banca nazionale svizzera ha rivisto le sue previsioni sull’inflazione per il nuovo livello dei tassi di interesse (1%). Al termine dell’orizzonte previsionale, nel settembre 2025, il livello dei prezzi al consumo è previsto al 2,1%, dopo il +2,4% previsto per il 2023 e l’1,8% del 2024.
In base a questo scenario gli analisti di mercato prevedono ulteriori interventi della Banca centrale svizzera sui tassi di interesse, i quali potrebbero arrivare al 2%. Ad avvertire di ulteriori ritocchi in vista è stato anche il presidente della BNS Thomas Jordan, secondo il quale l’inflazione potrebbe avere toccato il suo punto di massimo ma è ancora presto per sbarazzarsi del rialzo dei tassi di interesse: “Se guardiamo alle nostre previsioni di inflazione possiamo vedere che sono ancora più elevate di quanto vorremmo. Pertanto non possiamo escludere nuove manovre restrittive sulla politica monetaria”.
I prossimi appuntamenti con la BNS
La Banca nazionale svizzera pubblica l’esame trimestrale della situazione economica e monetaria ogni tre mesi. La prossima pubblicazione è prevista per il mese di marzo 2023. Seguiranno poi ulteriori aggiornamenti a giugno, settembre e dicembre. Il documento costituisce la base sulle quali vengono prese le decisioni di politica monetaria e contengono le previsioni condizionate (sulla base del tasso di interesse) dell’inflazione a medio termine. Le decisioni di politica monetaria della BNS vengono accompagnate sempre da un comunicato stampa e da una conferenza stampa del presidente Thomas Jordan. Le analisi trimestrali della situazione economica e monetaria della svizzera possono essere reperite sul sito della BNS nella pagina della cronologia della politica monetaria.