EUR/CHF: 0,90 è la nuova soglia limite?

Autore Filippo Cova

Il cambio EUR/CHF è scivolato fino a 0,92 all’inizio del mese di agosto, quando i mercati finanziari hanno registrato un picco di volatilità. Un livello poco distante dai minimi segnati a fine 2023 a 0,903 e soprattutto appena il 6% al di sopra di 0,8650.

Quest’ultima quotazione è molto importante in quanto corrisponde ai minimi segnati nel 2015. Chi abbia a che fare con i mercati finanziari o con le valute, si ricorderà cosa accadde il 15 gennaio di quell’anno. La Banca nazionale svizzera (BNS) abbandonò a sorpresa la soglia minima di 1,20 del cambio tra euro e franco svizzero sotto la pressione dei mercati. Solo pochi giorni prima aveva confermato di volerla difendere. La conseguenza fu un crollo del cambio EUR/CHF di oltre il 30%, a 0,8650.

La difesa del livello contro un mercato che vendeva euro e acquistava franchi richiese massicci acquisti di valuta estera alla BNS che, alla fine, dovette cedere lasciando la moneta domestica libera di fluttuare.

In realtà la BNS non ha mai smesso di intervenire sul mercato valutario con manovre correttive.  Le ultime di cui si abbia notizia sarebbero arrivate proprio a inizio anno, secondo Michael Cahill e Lexi Kanter, analisti di Goldman Sachs: “Sebbene non si possa averne la certezza totale, pensiamo che la BNS sia intervenuta per fermare l’avanzata del franco svizzero” hanno scritto in un report.

Come prova dell’intervento i due esperti citano proprio i movimenti del franco svizzero, il quale avrebbe smesso di apprezzarsi “prima che gli altri mercati finanziari si stabilizzassero. Inoltre si è registrato un aumento dei depositi a vista nazionali di circa 10 miliardi di franchi”. Non sono prove definitive, ma indizi importanti. Successivamente la BNS ha reso noto di aver venduto 300 milioni di franchi nel corso del primo trimestre per indebolire la valuta domestica. Non viene comunicata però la data in cui l’operazione di vendita è stata effettuata.

Per Cahill e Kanter è una conferma dell’attivismo della BNS che, tra l’altro, annovera la variabile valutaria tra gli strumenti utilizzabili per la politica monetaria.

EUR/CHF: mai sotto 0,90?

Mai dire mai. Specialmente se ci si riferisce alla Banca nazionale svizzera. Eppure quota 0,90 di EUR/CHF potrebbe essere troppo importante per lasciarla cadere, a causa delle ripercussioni sull’economia del Paese.

In corrispondenza della discesa di gennaio numerose aziende svizzere avevano fatto ricorso al lavoro ridotto per attenuare l’impatto della forza del franco. A inizio agosto, invece, l’organizzazione padronale dell’industria svizzera (Swissmem) aveva definito il rialzo del franco scioccante, evidenziando timori per la crescita e invitando la BNS a intervenire.

L’andamento del cambio EUR/CHF – Fonte: Forecaster

 

Lo scenario per il cambio EUR/CHF

Il 2024 ha avuto finora due facce per il cambio EUR/CHF. Dopo i minimi a cavallo tra fine 2023 e inizio 2024, l’euro ha recuperato terreno fino ai massimi del 27 maggio a 0,993. Da qui è tornato a scendere con una serie di massimi e minimi decrescenti fino a toccare, lo scorso 5 agosto, quota 0,9210. È seguito poi un ulteriore rimbalzo che non è nemmeno riuscito a raggiungere quota 0,96. L’impostazione rimane quindi ribassista, ossia di svalutazione per l’euro e rivalutazione del franco svizzero. L’argine per evitare un ritorno in area 0,92, primo target, è a 0,94.

Cahill e Kanter non escludono l’ipotesi che il franco torni a rafforzarsi. La ricerca di beni rifugio a fronte delle tensioni geopolitiche e con i mercati ancora timorosi sullo scenario di crescita economica potrebbe spingere di nuovo a cercare la solidità del franco svizzero.

Anche per questa ragione la BNS, nella prossima riunione del 26 settembre, potrebbe intervenire ancora una volta sui tassi, riducendoli all’1% e mantenendo un “taglio” di vantaggio sulla BCE. “Alcuni tagli precauzionali dei tassi ora sembrano più attraenti, anche se la politica monetaria è già vicina alla neutralità in Svizzera”, concludono i due analisti di Goldman Sachs.

Il grafico a candele dell’EUR/CHF con le soglie da monitorare – Fonte: Bloomberg

 

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