Dopo un inizio d’anno in flessione, il numero di frontalieri che ogni giorno raggiungono il Canton Ticino per lavorare è tornato a crescere nel secondo trimestre, seppur in misura contenuta. Secondo l’Ufficio federale di statistica, tra aprile e giugno i lavoratori frontalieri diretti in Ticino sono stati 78.855, in aumento dello 0,4% rispetto ai primi tre mesi del 2025. Nel complesso la variazione annua resta negativa, con un calo dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2024.
In totale, gli italiani occupati in Svizzera sono 91.691, anch’essi in diminuzione dell’1,2% su base annua. Il numero complessivo di lavoratori stranieri nella Confederazione ha invece raggiunto 406.629 unità, con un incremento dell’1,5% rispetto al secondo trimestre 2024 e dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.
La composizione dei frontalieri e i settori di impiego
La maggior parte dei frontalieri in Svizzera proviene dalla Francia (235.677 unità, il 58% del totale), seguiti dagli italiani con il 22,5% e dai tedeschi con il 16,3%. La componente maschile è prevalente, con 261.854 lavoratori, mentre le donne sono 144.775, in leggero calo rispetto al trimestre precedente.
Il settore terziario, comprendente commercio e servizi, continua a impiegare la quota maggiore di transfrontalieri, seguito dal secondario — industria e costruzioni — e, in misura minima, dal primario, cioè agricoltura e allevamento. Negli ultimi cinque anni, il numero di frontalieri è cresciuto dai 339.000 unità del secondo trimestre 2020 a quasi 407.000 nel 2025, pari a un incremento del 20,1%.
Ancora incerto l’effetto del nuovo regime fiscale
Forse è ancora troppo presto per verificare l’impatto del regime fiscale introdotto per i nuovi frontalieri, in vigore dal 17 luglio 2023 ma entrato in funzione a inizio 2024. Il regime prevede una tassazione concorrente del lavoratore sia in Svizzera che in Italia (i frontalieri vecchio ordinamento pagano le tasse solo in Svizzera). Al nuovo frontaliere rimangono i vantaggi di una detrazione fiscale dal reddito di 10.000 euro (franchigia) la possibilità di scorporare dal pagamento quanto già versato nella Confederazione.
Rimane invece in sospeso la questione della tassa sulla salute che, vista l’indisponibilità della Svizzera a fornire i dati fiscali per il calcolo dei vecchi frontalieri (l’accordo non menziona questa possibilità), potrebbe essere un ulteriore peso per i guadagni dei nuovi frontalieri.
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