Frontalieri, regalo di Natale amaro: stop allo smart working a fine gennaio 2023

Autore Filippo Cova

È un Natale più amaro per i frontalieri italiani che lavorano in Svizzera: il governo di Berna e l’Italia, infatti, hanno deciso giovedì che l’accordo amichevole in forze nei due paesi terminerà il 31 gennaio invece del 30 giugno 2023.

L’accordo, attuato per far fronte alla pandemia di COVID, prevedeva un temporaneo congelamento dei regimi di imposizione fiscale in caso di telelavoro e smart working per i frontalieri.

I due paesi, però, constatando che non vi sono più restrizioni in merito alla libera circolazione di persone a causa dell’emergenza sanitaria, hanno deciso di mettere fine all’intesa entrata in vigore nel giugno 2020.

ragazza che lavora da casa in smart working

La decisione, opposta rispetto alla direttiva UE con cui gli Stati membri hanno deciso di prorogare la sospensione dei limiti fino al 30 giugno 2023, è stata fortemente criticata dalle associazioni sindacali ticinesi.

Dall’1 febbraio, dunque, si tornerà al regime precedente: i lavoratori frontalieri assunti in Svizzera potranno lavorare su suolo italiano solo per il 25% dell’orario lavorativo. Chi andrà oltre questa quota dovrà dichiarare l’eccedente ai fini dell’imposizione in Italia.

Le speranze dei frontalieri restano ora legate al nuovo accordo firmato a dicembre 2022 fra Svizzera e Italia, accordo ripreso recentemente dal governo Italiano che, con un disegno di legge, ha dimostrato di volersene occupare in tempi brevi: all’interno del nuovo pacchetto, infatti, c’è anche il tema del telelavoro, sul quale i due stati hanno previsto consultazioni periodiche.

Intanto Svizzera e Francia siglano un nuovo accordo

Se fra la Confederazione e l’Italia si va verso una restrizione, fra Svizzera e Francia, invece, è stato raggiunto un accordo che, dall’1 gennaio 2023, permetterà ai frontalieri d’oltralpe di lavorare da casa fino al 40% del tempo di lavoro.

I due governi hanno riconosciuto la necessità di definire nuove regole di imposizione fiscale, regole permanenti, in materia di telelavoro e smart working, per sostenere l’evoluzione del nuovo modo di svolgere attività professionali.

Francia e Svizzera si sono consultate per tutta la seconda metà del 2022, coinvolgendo anche i rappresentanti dei Cantoni, arrivano in tempi tutto sommato stretti al nuovo accordo.

Nel dettaglio, l’intesa prevede che i frontalieri francesi potranno lavorare a domicilio fino al 40% del tempo di lavoro senza dover dichiarare redditi nel proprio paese di residenza e senza perdere lo statuto da lavoratore frontaliere.

Nell’attesa della ratifica dell’accordo, i due stati hanno anche sottoscritto un’intesa per attuare le modalità di telelavoro fino al 31 dicembre 2024, se l’accordo verrà firmato entro il 30 giugno 2023.

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