Nonostante le controversie commerciali (dazi), i salari in Svizzera continueranno a crescere nel 2026, in media dell’1,3% in termini nominali. In termini reali, l’aumento dovrebbe attestarsi allo 0,8%. Non tutti i comparti dell’economia, però, beneficeranno degli stessi incrementi. A trarne maggior vantaggio saranno i servizi, l’edilizia, famaceutico e finanza mentre i più delusi potrebbero essere i lavoratori dell’industria e gli esportatori.
I dati sono contenuti nel sondaggio sui salari di 4.500 aziende condotto dal Centro di ricerca congiunturale (Kof) del Politecnico di Zurigo. Si tratterebbe del terzo anno consecutivo di aumento dei salari reali.
In questo articolo:
- L’edilizia guida i settori che vedranno incrementare gli stipendi
- Indicatore dell’occupazione Kof: continua la tendenza al ribasso
- Prospettive occupazionali ancora cupe, soprattutto nel settore manifatturiero
- La maggior parte delle aziende prevede una crescita salariale tra lo 0,5% e il 2%
L’edilizia guida i settori che vedranno incrementare i salari della Svizzera
L’industria delle costruzioni dovrebbe registrare la performance migliore, con un aumento previsto dell’1,7%. Il motivo è la carenza di manodopera qualificata e un sindacato forte. Anche i dipendenti dei settori alberghiero, farmaceutico e finanziario possono sperare in un aumento salariale superiore alla media.
Il potenziale rimane limitato nel commercio al dettaglio, all’ingrosso e nell’industria, dove la crescita prevista supera a malapena l’1%. Particolarmente colpiti saranno i settori orientati all’esportazione, come l’orologeria e l’industria meccanica, che risentono, questi sì, dei dazi degli Stati Uniti. Secondo il Kof, i posti di lavoro in questi settori potrebbero addirittura essere messi a rischio.
Indicatore dell’occupazione Kof: continua la tendenza al ribasso
Il mercato del lavoro svizzero continua a perdere slancio. L’Indicatore dell’occupazione Kof ha continuato a scendere nel terzo trimestre del 2025. Ora galleggia appena in territorio positivo, a quota 0,3 punti, il livello più basso dal primo trimestre del 2021 e senza segnali che indichino una ripresa del mercato del lavoro.
Poiché l’Indicatore anticipa le tendenze effettive dell’occupazione, il dato attuale segnala che il numero di posti di lavoro in Svizzera crescerà solo modestamente o addirittura diminuirà leggermente nei prossimi mesi. Le aziende che hanno partecipato al sondaggio hanno mostrato cautela nella valutazione sia della situazione occupazionale attuale sia delle tendenze future. Per quanto riguarda lo scenario attuale, l’indice si attesta a 0,7 ma scende nei pressi di zero per il prossimo futuro.
Prospettive occupazionali ancora cupe, soprattutto nel settore manifatturiero
L’industria manifatturiera e il commercio all’ingrosso e al dettaglio segnalano le peggiori prospettive occupazionali. Significativamente più aziende manifatturiere prevedono tagli di posti di lavoro piuttosto che creazioni di nuovi posti. Con -12,1 punti, l’Indicatore dell’occupazione Kof per questo settore rimane chiaramente in territorio negativo e ha ulteriormente peggiorato rispetto al trimestre precedente. Le prospettive continuano inoltre a deteriorarsi. Nel complesso, le aziende intervistate nel commercio all’ingrosso (-6,5 punti), nel commercio al dettaglio (-4,4 punti) e nell’ospitalità (-2,1 punti) prevedono tagli occupazionali.
Al contrario, il numero di aziende che prevedono un aumento dei posti di lavoro continua a predominare nell’ingegneria di progetto, nell’edilizia e in altri servizi. Dopo un forte calo nel trimestre precedente, le banche risultano di nuovo leggermente ottimiste (0,6 punti). Sebbene l’indicatore dell’occupazione per le assicurazioni rimanga positivo, esso è diminuito rispetto al trimestre precedente.
La maggior parte delle aziende prevede una crescita salariale tra lo 0,5% e il 2%
Rispetto alle indagini precedenti, le differenze tra le aziende intervistate sono piuttosto limitate. La maggior parte dei partecipanti all’indagine prevede una crescita salariale aziendale tra lo 0,5% e il 2%. Le differenze nelle aspettative salariali tra settori erano invece più marcate nelle indagini precedenti. Le aziende del commercio all’ingrosso (0,9%), della manifattura (1,1%) e del commercio al dettaglio (1,1%) prevedono una crescita salariale nominale relativamente bassa. Le aziende del settore alberghiero (1,5%) e dell’edilizia (1,7%) prevedono una crescita salariale relativamente alta. L’industria delle costruzioni è l’unico settore intervistato in cui le aziende prevedono una crescita sia nominale che reale dei salari superiore rispetto a quella di un anno fa.
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