Dal 2024 è in vigore il nuovo accordo tra Italia e Svizzera che regola la questione frontalieri anche per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi. Il documento ha modificato profondamente il regime fiscale per chi quotidianamente dall’Italia si reca a lavorare nella Confederazione. I cambiamenti hanno portato un peggioramento delle condizioni di favore – tassazione solo in Svizzera con le aliquote svizzere – di cui continuano a godere i vecchi frontalieri.
Chi sono i nuovi frontalieri e come devono pagare le tasse
I nuovi frontalieri sono coloro che hanno iniziato a lavorare i Svizzera dopo il 17 luglio 2023, residenti in Italia entro una fascia di 20 chilometri dal confine. Con l’introduzione delle nuove regole, la loro situazione è stata praticamente equiparata a quella di frontalieri che risiedono oltre la fascia dei 20 chilometri.
Come per i vecchi frontalieri, l’inizio del processo che porta alla dichiarazione dei redditi ha luogo in Svizzera, con la consegna da parte del datore di lavoro del “Certificato di salario” che attesta i redditi percepiti e le imposte alla fonte versate in Svizzera. Questo documento è fondamentale per determinare le imposte da versare, ma anche per beneficiare della detrazione concessa ai frontalieri e per evitare la doppia imposizione fiscale.
A differenza dei vecchi frontalieri, i nuovi sono tenuti a presentare in Italia la dichiarazione dei redditi. Devono compilare il modello 730 (entro il 30 settembre 2025) oppure il modello Redditi PF (entro il 31 ottobre), indicando il reddito prodotto in Svizzera, che sarà soggetto alle aliquote Irpef italiane, con una franchigia di 10.000 euro. Dall’imposta finale calcolata si sottraggono le imposte già pagate alla fonte in Svizzera per evitare la doppia tassazione.
Rimborsi in dichiarazione dei redditi
Per chi è frontaliere cambia anche il funzionamento dei rimborsi Irpef. Non essendo il datore di lavoro svizzero un sostituto d’imposta, esistono diverse possibilità che il commercialista Salvatore Giallo, dello Studio Giallo di Varese, ha riportato per Cambiavalute.ch: “Se la dichiarazione dei redditi evidenzia un credito per il contribuente, questo credito può essere riportato negli anni successivi, in modo tale da creare un accumulo di crediti da utilizzare se ci si aspetta di avere in futuro una posizione debitoria”.
Per chi invece non ritiene di poter avere in futuro posizioni a debito rilevanti, c’è la possibilità di richiedere il rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate. “L’Agenzia stessa – riprende Giallo – dopo aver verificato la dichiarazione e l’esistenza effettiva del credito provvede ad avvisare il contribuente chiedendo un Iban di conto corrente presso cui effettuare il versamento. In mancanza, si metterà in contatto con il contribuente per il rilascio di un assegno circolare”.
Mediamente le verifiche dell’Agenzia delle Entrate durano almeno tre anni. È quindi necessario armarsi di pazienza e non preoccuparsi più di tanto. Il fisco non si dimentica, per fortuna, nemmeno dei suoi di debiti.
Attenzione alla nuova tassa sulla salute
I “vecchi” frontalieri — ovvero i lavoratori attivi in Svizzera già prima del 17 luglio 2023 — sono esposti a un balzello aggiuntivo introdotto dal governo italiano: il contributo di compartecipazione alla spesa sanitaria, rinominato “tassa sulla salute“. Questa misura non tocca invece i “nuovi” frontalieri, che sono già soggetti alla tassazione ordinaria sui redditi in Italia. Con la pubblicazione del decreto attuativo ministeriale del 14 novembre 2025 nella Gazzetta Ufficiale (Atto 25A06706), il provvedimento è diventato pienamente applicabile. La tassa prevede un prelievo del 3% sul reddito netto, con un parametro mensile compreso tra un minimo di 30 euro e un massimo di 200 euro. Il prelievo avrà decorrenza retroattiva a partire dal 2024; al momento, tuttavia, la tassa non è ancora stata concretamente applicata, in quanto si attende che le singole Regioni di confine approvino le necessarie delibere operative per stabilire le scadenze e la modulistica per il versamento.
Se sei un nuovo frontaliere o stai pensando di lavorare in Svizzera, è fondamentale conoscere il nuovo assetto fiscale e pianificare con attenzione la tua dichiarazione dei redditi. Per ogni esigenza legata al cambio valuta, affidati al servizio rapido e conveniente di CambiaValute.ch, il punto di riferimento per chi lavora oltre confine.
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