La BNS si accaparra il marchio “e-franco”, il futuro franco digitale

La Banca Nazionale Svizzera (BNS) ha inoltrato richiesta ufficiale di registrazione di una dozzina di marchi, fra cui “e-franco“, “franco digitale” e “franco digitale Svizzero“.

La finalità è ben chiara: la Banca Nazionale sta facendo passi avanti verso la valuta digitale e ha già cominciato ad assicurarsi i possibili nomi del franco “elettronico” nelle tre lingue nazionali a cui è stato aggiunto anche l’inglese.

Tali richieste di registrazione sono state effettuate a fine dicembre 2020 presso l’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI) e sono state scoperte da Handelszeitung.

La registrazione è avvenuta dopo la pubblicazione degli esiti del progetto Helvetia, ovvero un primo test di valuta digitale avvenuto con successo fra novembre e dicembre 2020.

Con il progetto, la BNS ha sperimentato su due fronti: da una parte la fattibilità tecnica di una valuta digitale della banca centrale (Central Bank Digital Currency, CBDC), testata con i partecipanti nel contesto dell’innovation hub presso la Bank of International Settlements (BIS), e dall’altra la creazione di un collegamento tra il sistema di pagamento della banca centrale e la piattaforma di scambi SDX,

Dietro al progetto della borsa digitale SDX c’è SIX, un gruppo finanziario svizzero anch’esso partner del progetto.

Il successo dell’iniziativa ha dunque spinto la BNS ad assicurarsi dei marchi ben definiti che, un domani, potrebbero dunque diventare il nome ufficiale del “franco digitale”.

Va specificato però che, per ora, la valuta digitale in questione è stata pensata solo per gli istituti finanziari, non per i consumatori. Su questo aspetto c’è bisogno di un’analisi più approfondita.

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